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Agenzia Google Partner · dal 2017

Agenzia Google
Partner dal 2017 per
campagne che vendono.

Il badge dice tre cose precise: quanto spendiamo, quante persone certificate abbiamo e quanto teniamo alto il punteggio di ottimizzazione. Non dice se le tue campagne stanno guadagnando. Quel numero lo calcoliamo a parte, e viene prima di tutto il resto.

Google Partner Agenzia Google Partner dal 2017

Stiamo facendo campagne Google Ads per

  • Monnalisa
  • Philosophy di Lorenzo Serafini
  • Ermanno Scervino
  • Moaconcept
  • Duda
  • AMY B.
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01/Cosa chiede Google

Cosa chiede Google per il badge Partner

Il badge si tiene su tre requisiti, e Google li ricontrolla tutti i giorni. È uno stato che l'account manager di un'agenzia si vede confermare o togliere in base a tre condizioni verificate ogni giorno: un punteggio di ottimizzazione medio di almeno il 70% sugli account che gestisce, diecimila dollari di spesa negli ultimi novanta giorni contati su tutti quegli account insieme, e almeno metà delle persone che seguono i clienti certificate su Google Ads.

La terza condizione è quella che si legge meno e pesa di più: la certificazione serve per ogni area prodotto in cui l'agenzia spende almeno cinquecento dollari in novanta giorni. Chi fa solo rete di ricerca ne ha bisogno di una; chi fa anche Shopping, YouTube e Demand Gen ne deve tenere quattro, e rinnovarle. Se un requisito salta ci sono sessanta giorni per rimetterlo a posto, poi il badge sparisce. Il gradino sopra, Premier Partner, tocca al tre per cento più alto delle agenzie di ogni paese.

I tre requisiti, in numeri

  • Punteggio di ottimizzazione: almeno il 70% di media sugli account gestiti.
  • Spesa: 10.000 dollari negli ultimi 90 giorni, su tutti gli account sommati.
  • Certificazioni: almeno il 50% di chi segue i clienti, con una certificazione per ogni area da 500 dollari in su.
  • Controllo giornaliero, e 60 giorni di tolleranza prima di perdere lo stato.
  • Premier Partner: riservato al 3% più alto delle agenzie del paese.
Ricerca, video e mappe sono tre superfici diverse attraversate da un'unica fascia: si lavorano insieme, con lo stesso conto.

Il punteggio è di Google. Il margine è tuo.

02/Cosa il badge non dice

Cosa il badge non dice: il margine delle campagne

Il punteggio di ottimizzazione misura quanto dai retta a Google, non quanto guadagni. È una percentuale che sale quando applichi i suoi consigli — alcuni ottimi, come un tracciamento rotto o un feed con metà catalogo fermo, altri più suoi che tuoi, come allargare le corrispondenze o alzare il budget di una campagna già sopra il costo per ordine sostenibile — e un account può arrivare al 100% e perdere soldi tutti i mesi.

Per questo il punteggio lo teniamo sopra la soglia lavorando sulle cose che lo alzano e fanno bene anche a te — struttura, feed, negative, tracciamento — e scartiamo i consigli che rompono il CPA massimo, accettando di lasciare qualche punto per strada. La domanda a cui rispondiamo ogni settimana non è quanto è alto il punteggio: è se il ROAS delle sole campagne di vendita sta sopra il break-even ROAS calcolato sul tuo margine.

Cosa certifica il badge, e cosa no

  • Certifica che l'agenzia gestisce spesa vera e continuativa, non due account fermi.
  • Certifica che chi ti segue è certificato sull'area su cui ti fa spendere.
  • Certifica che gli account sono tenuti in ordine secondo i criteri di Google.
  • Non certifica che le tue campagne stiano sopra il break-even ROAS.
  • Non certifica che il costo per ordine stia dentro il margine del tuo prodotto.
La revisione gratuita che scorre: le raccomandazioni di Google accettate e il loro effetto sul margine, il ROAS di ogni tipo di campagna contro la soglia di pareggio, e le tre cose da sistemare per prime.
03/Come funziona

Come funziona la gestione con un'agenzia Google Partner

Prima l'account, poi i margini, poi si costruisce: quattro passaggi, sempre in quest'ordine. Il primo è gratuito e finisce con una lista che resta a te, anche se poi non lavoriamo insieme.

Dove si inizia Un accesso in lettura all'account Google Ads
Dove si arriva Campagne giudicate sul tuo margine, non sul punteggio
  1. 01

    La revisione gratuita

    Ci dai un accesso in sola lettura a Google Ads, a Merchant Center e a GA4. In un paio d'ore troviamo le tre o quattro cose che oggi ti costano più margine, e te le raccontiamo in mezz'ora. La lista resta a te comunque vada.

    3 giorni lavorativi
  2. 02

    Le due soglie

    Break-even ROAS e CPA massimo, calcolati sul margine di contribuzione e non sul fatturato. Sono i due numeri che dicono quando una campagna sta pagando, e sono anche quelli che usiamo per decidere quali consigli di Google si applicano e quali no.

    1 settimana
  3. 03

    Struttura, feed e tracciamento

    Si rimette in ordine quello che alza il punteggio e serve davvero: conversioni che arrivano, catalogo che passa i controlli di Merchant Center, brand separato dal resto, termini di ricerca puliti. È la parte noiosa ed è quella che sposta i numeri.

    2-3 settimane
  4. 04

    La lettura settimanale

    Il budget sale a scalini dove le soglie tengono e si ferma dove non tengono. I consigli di Google si guardano uno per uno: quelli che aiutano si applicano, quelli che allargano la spesa oltre il CPA massimo si scartano e si scrive perché.

    ogni settimana
04/Prima di scriverci

Per chi è

Per chi ha senso la revisione gratuita, e per chi no: la revisione è gratis, il tempo che ci mettiamo no. Queste sono le condizioni in cui serve davvero a qualcosa, e quelle in cui ti facciamo perdere un pomeriggio.

Ha senso se

  • Vendi online da un e-commerce tuo, non solo da marketplace o showroom.
  • Hai un account Google Ads che gira già, anche male: da lì si parte.
  • I margini li conosci, o sei disposto a tirarli fuori: senza quelli si può solo tifare.
  • Puoi dare un accesso in sola lettura a Google Ads, Merchant Center e GA4.
  • Ti interessa più il conto di fine mese che il punteggio dentro il pannello.

Non ha senso se

  • Stai cercando il preventivo più basso: sotto c'è sempre qualcuno.
  • Ti serve un risultato in due settimane: le prime due le campagne le passano a imparare.
  • Cerchi un'agenzia che porti il punteggio di ottimizzazione al 100% e basta: quello lo fa il pulsante «applica tutto».
  • Gli accessi non si possono dare, nemmeno in lettura.
  • Il catalogo non è pubblicabile su Merchant Center e non lo si può sistemare.
05/Dopo la revisione

Dopo la revisione gratuita, decidi tu.

Piano di azione ordinato per priorità, poi decidi tu

Strada 1

La applichi da solo

La lista è tua. Le tre o quattro cose trovate sono scritte perché le sistemi chi gestisce oggi il tuo account, anche se non siamo noi.

Strada 2

Audit completo

Se restano dubbi sui numeri, si entra nel conto economico: break-even ROAS, CPA massimo, l'attribuito riconciliato col fatturato GA4. È a pagamento e te lo proponiamo solo se serve.

Strada 3

Lavoriamo insieme

Se vuoi che le campagne le seguiamo noi, si riparte da quello che la revisione ha già trovato, non da zero.

07/Le aree certificate

Le aree in cui siamo certificati

Un annuncio di rete di ricerca accanto alle corrispondenze attive e al conteggio delle negative. domanda esistente

Rete di ricerca

La più vecchia e la più fraintesa. La certificazione copre corrispondenze, negative e strategie di offerta: cioè le tre leve con cui si spreca di più quando non si sanno usare.

Una griglia di prodotti con un articolo segnalato per GTIN mancante, accanto alle statistiche del catalogo. catalogo

Shopping

Qui il lavoro sta a monte della campagna: il feed, i titoli, le categorie, i prodotti che Merchant Center rifiuta senza dirlo forte. Un catalogo pulito conta più di qualsiasi offerta.

Un gruppo di asset che si smista sui cinque canali di Performance Max: ricerca, Shopping, YouTube, Display, Discover e Gmail. asset

Performance Max

La campagna che decide da sola dove uscire. Si governa da quello che le dai: gruppi di asset, segnali di pubblico, esclusioni. È dove il punteggio di ottimizzazione spinge di più.

Un video YouTube in riproduzione accanto alle barre di misurazione delle visualizzazioni e delle conversioni assistite. domanda da creare

Video

YouTube e i formati verticali. Va misurato su quello che succede dopo: giudicare un video sul suo ROAS diretto è il modo più veloce per spegnere a torto la parte alta del funnel.

Due card in stile Discover e Gmail accanto ai pubblici per interesse e per visita al sito. scoperta

Demand Gen

Discover, Gmail e YouTube in un'unica campagna, con un pubblico che non stava cercando niente. Costa poco a impression e mente facilmente sul ritorno: si tiene piccola e sorvegliata.

Una pagina web con un banner di retargeting accanto alle esclusioni per app e per contenuto. recupero

Display

Il posto dove il retargeting fa bella figura e dove le impression sparite fanno più danni. Le esclusioni valgono quanto il targeting, e vanno riviste tutti i mesi.

08/Come si lavora insieme

Come lavoriamo insieme

Parli con chi ha le mani dentro l'account: nessuno in mezzo che raccoglie la domanda e la gira a qualcun altro. Chi gestisce le campagne è chi ti risponde, e quando ti dice che una cosa non conviene te lo dice con i numeri aperti davanti.

L'account resta tuo. Le campagne si costruiscono dentro il tuo Google Ads e il tuo Merchant Center, con i tuoi accessi: se un giorno cambi agenzia porti via lo storico delle conversioni, che è la parte che ci ha messo mesi a formarsi e che non si esporta. Il badge che vedi in cima è nostro, il conto che leggiamo insieme ogni settimana è il tuo.

Cosa succede, e ogni quanto

  • Ogni settimana: il ROAS delle sole campagne di vendita contro il break-even.
  • Ogni settimana: quali consigli di Google abbiamo applicato e quali scartato, con il perché.
  • Ogni mese: il fatturato vero di GA4 accanto a quello che si attribuisce la piattaforma.
  • Le decisioni scritte, con la data. Fra sei mesi conta sapere perché, non solo cosa.
Lettura settimanale esempio
ROAS solo Vendite 2,10
Break-even ROAS 2,44
  • Punteggio di ottimizzazione: 78%
  • Consigli applicati: 4 su 11
  • Scartato: match larga sul brand. Rompeva il CPA
Ogni settimana lo stesso confronto, non un report diverso ogni volta
Numeri d'esempio. Il confronto invece è sempre questo.
09/Domande frequenti

Domande frequenti sull'agenzia Google Partner

Quello che ci chiedono sul badge, e sul resto: le stesse domande, quasi sempre nello stesso ordine. Qui ci sono le risposte per intero, comprese quelle che di solito a un'agenzia non fanno comodo.

01Cosa vuol dire essere un'agenzia Google Partner?

Vuol dire che Google verifica ogni giorno tre cose sull'agenzia e le trova a posto: un punteggio di ottimizzazione medio di almeno il 70% sugli account gestiti, almeno diecimila dollari di spesa negli ultimi novanta giorni su tutti quegli account sommati, e almeno metà delle persone che seguono i clienti certificate su Google Ads, con una certificazione per ogni area prodotto in cui si spendono cinquecento dollari o più in novanta giorni.

02Il badge garantisce che le campagne funzionino?

No, e chi lo lascia intendere sta allargando parecchio. Il badge dice che l'agenzia gestisce spesa vera, ha le persone certificate e tiene gli account in ordine secondo i criteri di Google. Non dice niente sul tuo margine: un account può avere un punteggio altissimo e stare sotto il break-even ROAS tutti i mesi. Le due cose si misurano in posti diversi.

03Che differenza c'è fra Google Partner e Premier Partner?

Premier è il gradino sopra e non si ottiene facendo qualcosa in più: Google lo assegna al tre per cento più alto delle agenzie di ogni paese, quindi dipende anche da quanto sono grandi le altre. Per un e-commerce cambia poco: sono due misure di dimensione e di igiene dell'account, non di redditività delle campagne.

04Che cos'è il punteggio di ottimizzazione?

È una percentuale che Google calcola dentro l'account e che sale quando applichi i consigli che Google stessa propone. Alcuni sono utili davvero, tipo un tracciamento rotto o un catalogo fermo. Altri servono più a Google che a te: allargare le corrispondenze, alzare il budget di una campagna che sta già sopra il costo per ordine sostenibile. Noi lo teniamo sopra la soglia lavorando sui primi, e scartiamo i secondi.

05Un'agenzia può perdere lo stato di Partner?

Sì, e succede. I requisiti vengono controllati tutti i giorni: se uno salta ci sono sessanta giorni per rimetterlo a posto, poi il badge sparisce dall'account e dal sito. È anche il motivo per cui vale la pena guardare la data accanto al badge: dice da quanto quell'agenzia sta dentro i requisiti senza interruzioni.

06Come faccio a verificare che un'agenzia sia davvero Partner?

La directory pubblica di Google elenca le agenzie con lo stato attivo, e il badge sul sito di chi ce l'ha rimanda lì. Se un logo Google Partner non è cliccabile e non porta a niente, è un'immagine. Vale la pena controllare: costa trenta secondi.

07Siete Partner dal 2017: cosa cambia per me?

Cambia che i requisiti li abbiamo tenuti senza interruzioni per otto anni, cioè che c'è sempre stata spesa vera in gestione e persone certificate sopra. È una misura di continuità, non una promessa di risultato: la promessa di risultato non ce l'ha nessuno, e chi te la fa dovrebbe preoccuparti.

08Lavorate solo su Google o anche sugli altri canali?

Anche sugli altri, e quasi sempre insieme. Google raccoglie una domanda che esiste già ed è il primo canale a saturarsi; quando succede il budget deve poter andare da un'altra parte, e serve qualcuno che risponda della somma invece che del proprio pannello.

09Quanto budget serve per partire?

Non c'è una cifra minima uguale per tutti, perché dipende da quanto costa un cliente nuovo nella tua categoria e da quanto margine hai per pagarlo. Il conto si fa al contrario: dal CPA massimo che il margine regge si ricava quante conversioni servono per uscire dalla fase di apprendimento, e da lì viene fuori il budget.

10Cosa comprende la revisione gratuita dell'account?

Guardiamo struttura dell'account, tracciamento, feed e termini di ricerca degli ultimi novanta giorni, con un accesso in sola lettura. Ne esce una lista corta di cose che ti stanno costando margine adesso, raccontata in mezz'ora di call, e resta a te. Non è l'audit completo: quello ricostruisce break-even ROAS e CPA massimo sul tuo conto economico e riconcilia l'attribuito con il fatturato vero, sono giorni di lavoro e si paga.

10/In breve
9 Anni di attività

Piano MAKE nasce nel 2017 a Firenze e da allora ci siamo specializzati sempre più in marketing digitale per ecommerce.

10M+ Gestiti in advertising

Budget pubblicitario gestito su Google, Meta e gli altri canali, sempre letto contro il fatturato vero del negozio.

50+ Brand gestiti

Marchi e-commerce seguiti dal team fra oggi e gli anni scorsi, molti di loro con distribuzione omnicanale.

Il primo passo

Cominciamo dal tuo account Google Ads.

Mezz'ora, un accesso in lettura e una lista di cose da sistemare. Se poi ha senso lavorare insieme lo diciamo allora, e se non ha senso lo diciamo lo stesso.

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