Cruscotti per e-commerce · dati riconciliati
Cruscotti e-commerce
per decidere sul
fatturato vero.
Meta, Google, GA4, negozio e CRM in un solo cruscotto, confrontati con quello che è entrato davvero in cassa. Lo leggiamo insieme, con gli stessi numeri.
Alcuni degli e-commerce con cui lavoriamo
Cinque schermate, cinque numeri diversi per la stessa vendita.
Ogni piattaforma ha il suo cruscotto, e ognuno ti dice che sta andando bene. Meta si attribuisce una parte delle vendite, Google un'altra, Klaviyo un'altra ancora, e spesso la stessa vendita finisce contata in più posti. Sommati, i numeri delle piattaforme superano quello che è entrato nel negozio.
Il risultato è che si discute di quale numero sia giusto invece di decidere dove mettere il budget. Un cruscotto fatto bene toglie la discussione: ci sono tutte le fonti, e accanto a tutte il fatturato che è entrato davvero.
Cosa succede senza un cruscotto comune
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Il report mensile si costruisce a mano, incollando dati da piattaforme diverse. -
Ogni canale rivendica la vendita: la somma delle conversioni è più alta degli ordini veri. -
Azienda e agenzia guardano schermate diverse e arrivano in riunione con numeri diversi. -
Un calo si scopre a fine mese, quando il budget è già stato speso. -
Nessuno sa dire a colpo d'occhio se la spesa si sta ripagando.
I cruscotti sono la parte che si guarda di un sistema di automazioni: i dati si raccolgono da soli, e qui si leggono.
- 3,40
- 3,60
- 3,90
- 3,70
- 4,10
- 4,00
- Margine di contribuzione 31%
- MER di pareggio 1 ÷ 0,31 = 3,2
Il fatturato vero sopra. I canali sotto. Mai al contrario.
I canali, e il fatturato che li giudica.
Il cruscotto legge Meta, Google Ads, GA4, il negozio (Shopify o WooCommerce) e Klaviyo, e li mette nello stesso quadro con le stesse date e le stesse definizioni. Sopra tutti sta il fatturato del negozio, quello dell'ordine pagato, non la conversione che una piattaforma si intesta.
Per ogni canale c'è accanto la soglia sotto cui non conviene spendere: il ROAS di pareggio e il costo massimo per ordine, calcolati sul margine del negozio. Se un numero è sotto soglia lo vedi senza fare conti.
Cosa ci mettiamo sempre
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Fatturato del negozio e spesa pubblicitaria totale, con il MER del periodo. -
ROAS dichiarato dalle piattaforme e ROAS riconciliato col fatturato, uno accanto all'altro. -
Costo per ordine contro il costo massimo che il margine consente. -
Il peso dell'email e dei clienti che tornano, separato da quello delle campagne. -
L'ultimo aggiornamento di ogni fonte, così si vede subito se un dato è fermo.
Sopra il cruscotto, i modelli predittivi lavorano sugli stessi dati.
Come costruiamo il cruscotto.
Prima si decide a quali domande deve rispondere, poi si collegano le fonti, e solo alla fine si disegna. Il cruscotto resta nei tuoi accessi e funziona anche se un giorno non lavoriamo più insieme.
- 01
Le domande
Si parte da cosa serve decidere: dove spostare il budget, quando preoccuparsi, cosa dire in riunione. Da lì si scelgono le metriche. Quelle a cui non è legata nessuna decisione non entrano.
mezza giornata - 02
Le fonti
Si collegano Meta, Google Ads, GA4, il negozio e Klaviyo, e si mettono d'accordo i nomi: campagne, date, valute, resi. È la parte meno visibile e quella che decide se il cruscotto dice la verità.
alcuni giorni - 03
La riconciliazione
Ogni numero di piattaforma viene confrontato col fatturato del negozio. Dove non torna, il cruscotto lo mostra invece di nasconderlo, e si lavora sulla causa: tracciamento, attribuzione, ordini non registrati.
alcuni giorni - 04
Il cruscotto e la lettura
Si disegna il quadro, si accende l'aggiornamento giornaliero e si consegna con una pagina in italiano: cosa c'è dentro, da dove arriva ogni numero, cosa fare se uno si ferma. Poi lo guardiamo insieme.
alla consegna
Per chi è.
Un cruscotto serve quando ci sono decisioni da prendere sui numeri. Queste sono le condizioni in cui vale la pena farlo, e quelle in cui è meglio di no.
Ha senso se
- Spendi su più canali e ogni mese discuti di quale numero sia quello giusto.
- Il negozio ha un tracciamento di base che funziona, anche se non perfetto.
- Qualcuno in azienda lo guarderà davvero, non solo il mese in cui lo consegniamo.
- Vuoi che azienda e agenzia leggano gli stessi numeri, nello stesso momento.
- Accetti che il cruscotto ti mostri anche i numeri che non fanno piacere.
Non ha senso se
- Vuoi un cruscotto dove tutto è verde: qui le caselle fuori soglia restano rosse.
- Gli ordini non sono tracciati in nessun modo e non si possono recuperare.
- Cerchi un report da mandare e dimenticare: il cruscotto serve se lo si apre.
- Hai un solo canale e poche vendite: un foglio ben fatto basta e costa meno.
Dopo la revisione gratuita, decidi tu.
Lista di cosa non torna, poi decidi tu
La applichi da solo
La lista di cosa non torna è tua. È scritta perché la metta in pratica chi gestisce oggi il tracciamento e le campagne, senza di noi.
Solo la riconciliazione
Se ti serve soltanto capire dove e di quanto i canali si scostano dal fatturato, quel lavoro si può fare a parte, senza costruire altro. Come e a che condizioni lo diciamo dopo la revisione, non prima.
Costruiamo il cruscotto
Se vuoi il quadro completo, partiamo da quello che la revisione ha già trovato: le fonti sono già mappate e le domande si scelgono insieme.
Due casi studio: come leggiamo i numeri di un e-commerce.
Moaconcept: +347% di fatturato e-commerce in due anni di full funnel
Un brand fiorentino di sneaker che provava a crescere con influencer, senza un funnel dietro. Abbiamo unito acquisizione e retention, dato a chi non lo conosceva un motivo per fidarsi e impostato una strategia di crescita sui mercati che i dati indicavano come promettenti.
Monnalisa: +10,3% di e-commerce nell'anno in cui il gruppo si ristruttura
Mentre l'azienda seguiva un piano di ristrutturazione e tagliava le perdite da 11 a 4,3 milioni, il canale diretto online è cresciuto a doppia cifra e ha guadagnato peso sul totale.
Le fonti e le viste del cruscotto.
una struttura sola Le fonti, in un report
Meta Ads, Google Ads e GA4 arrivano nello stesso report, con la spesa, il fatturato reale e il MER del mese. Ogni mese ha la stessa struttura: si confronta con quello prima senza rifare il lavoro.
La riconciliazione
Nell'esempio Meta dice 100, Google dice 80 e il gestionale ne registra 92. Il cruscotto mette i tre numeri uno accanto all'altro, e quello del negozio è quello che conta.
oggi, non a fine mese Cosa si è mosso
Dove serve si aggiunge un controllo giornaliero: il dato di ieri contro la fascia dei 7 e dei 28 giorni. Se un costo per ordine esce dalla soglia lo vedi subito, con la causa da cercare, e non quando il mese è chiuso.
Come lavoriamo insieme.
Il cruscotto si guarda insieme. Chi gestisce le campagne lo apre ogni giorno per lavorare; l'azienda lo apre quando serve e nella riunione periodica, con gli stessi numeri davanti.
E resta tuo: lo costruiamo dentro i tuoi accessi e i tuoi account, con la documentazione in italiano accanto. Se un giorno cambi agenzia continua a funzionare, e nessuno deve ricostruire niente.
Cosa succede, e ogni quanto
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Ogni giorno: l'aggiornamento delle fonti, con l'ultimo dato visibile accanto a ogni numero. -
Ogni settimana: i canali contro la soglia oltre la quale smettono di pagarsi. -
Ogni mese: il fatturato vero del negozio accanto a quello che si attribuiscono le piattaforme. -
Le decisioni scritte, con la data: fra sei mesi conta sapere perché, non solo cosa.
Lettura settimanale esempio
Una fonte ferma da due giorni: segnalata, non nascosta
Un canale sotto soglia: si decide cosa fare, con i numeri aperti
Budget fermo finché il tracciamento non torna
Domande frequenti sui cruscotti.
Quello che ci chiedono prima di cominciare, con le risposte per intero, comprese quelle che di solito a un'agenzia non fanno comodo.
01Che differenza c'è con i cruscotti già dentro Meta e Google?
Quelli sono fatti per raccontare quanto va bene la piattaforma. Il nostro mette le fonti una accanto all'altra e le confronta col fatturato del negozio, che nessuna piattaforma può conoscere meglio del negozio stesso.
02Quali fonti si possono collegare?
Meta Ads, Google Ads, GA4, Shopify o WooCommerce e Klaviyo sono il caso normale. Per altre fonti si guarda cosa espone: se i dati si possono tirare fuori si lavora, se non si può lo diciamo prima, invece di mettere in cruscotto una casella vuota.
03Quanto è aggiornato?
Ogni fonte si aggiorna con la sua cadenza, di norma ogni giorno. Accanto a ogni numero si vede l'ultimo aggiornamento, così se una fonte si ferma lo sai subito e non a fine mese.
04Perché il fatturato del negozio e non quello di GA4?
GA4 è comodo ma è anch'esso una stima: perde ordini, dipende dai consensi e dal browser. Il fatturato che conta è quello degli ordini pagati nel negozio, e GA4 serve a capire da dove sono arrivati.
05Chi vede il cruscotto, e ogni quanto?
Lo guardano insieme azienda e agenzia, con gli stessi numeri davanti. L'agenzia lo apre ogni giorno per lavorare sulle campagne, l'azienda quando serve e comunque nella riunione periodica.
06Cosa resta a me se smettiamo di lavorare insieme?
Tutto. Il cruscotto vive dentro i tuoi accessi e i tuoi account, con la documentazione in italiano accanto. Se cambi agenzia continua a funzionare.
07Quanto costa la revisione gratuita e cosa comprende?
Non costa niente. Sono mezza giornata a guardare da dove arrivano oggi i tuoi numeri e quanto si scostano dal fatturato, e una lista di cosa non torna raccontata in mezz'ora di call. Resta a te comunque vada. Il costo del cruscotto dipende da quante fonti ci sono, e te lo diciamo dopo la revisione, prima di cominciare.
Piano MAKE nasce nel 2017 a Firenze e da allora ci siamo specializzati sempre più in marketing digitale per ecommerce.
Budget pubblicitario gestito su Google, Meta e gli altri canali, sempre letto contro il fatturato vero del negozio.
Marchi e-commerce seguiti dal team fra oggi e gli anni scorsi, molti di loro con distribuzione omnicanale.
Cominciamo dai numeri che oggi non tornano.
Mezz'ora per capire quali fonti hai e dove si scostano dal fatturato. Se poi ha senso costruire il cruscotto lo diciamo allora, e se non ha senso lo diciamo lo stesso.
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