La usi da solo
La nota è tua. Dice quali domande i tuoi dati permettono di rispondere e quali no, e chi fa i conti da te può partire da lì.
Caso studio · Monnalisa +10,3% di e-commerce nell'anno in cui il gruppo si ristruttura.
Caso studio · Moaconcept +347% di fatturato e-commerce, con CRM e programma fedeltà nello stesso disegno.
Caso studio · Duda +83% di e-commerce B2B e 4.084 nuovi negozi registrati.
Audit Accesso in sola lettura, prezzo fisso, nessun abbonamento. Modelli predittivi · Automazione AI
Quanto vale un cliente nel tempo e dove rende il prossimo euro, stimati sui dati del tuo negozio. Ti diciamo anche quanto sono affidabili le stime.
Alcuni degli e-commerce con cui lavoriamo
Il ROAS di ieri, il fatturato del mese scorso, il costo di acquisizione dell'ultimo trimestre: sono tutti numeri su cose già successe. Servono, ma quando decidi dove mettere il prossimo euro ti serve un'altra domanda: cosa succederà se lo metto lì?
Un modello predittivo è un modo ordinato di rispondere. Prende lo storico degli ordini, guarda come si sono comportati i clienti simili e stima cosa è probabile da qui in avanti. Non dice cosa succederà: dice cosa è probabile, e quanto margine d'errore ha la stima.
Chi ha già clienti da far tornare parte di solito da email e CRM: il modello dice chi, i flussi si occupano del come.
Una stima onesta vale più di una certezza inventata.
Il ROAS medio di un canale dice com'è andata, non cosa succede se aggiungi budget. Quasi sempre l'euro in più rende meno del precedente, e il modello serve a vedere di quanto prima di spenderlo.
Lo leggiamo sempre dentro il margine del negozio, non dentro il ricavo: una stima che non dice se il canale resta sopra il break-even non serve a decidere niente. Il modello dice dove, tu decidi quanto.
I numeri veri arrivano da un cruscotto che li tiene uniti; le stime diventano azioni dentro le automazioni, solo dove regge un controllo umano.
Prima si controllano i dati, poi si sceglie il modello più semplice che risponde alla domanda, e solo alla fine si guarda cosa dice. La stima si confronta con quello che succede davvero, e il confronto resta a te.
Ordini, clienti, resi, spesa per canale: devono tornare col fatturato vero. Se lo storico è troppo corto o troppo sporco per una stima seria, lo diciamo qui, prima di costruire niente.
1-2 settimaneUn modello risponde a una domanda sola. Si sceglie la più utile per le tue decisioni, di solito il valore del cliente o la previsione di fatturato, e si parte da lì.
pochi giorniSi prova prima una versione semplice, perché una che si spiega in due righe si controlla meglio. Se ne serve una più complessa, si dice perché.
2-3 settimaneOgni mese la stima si confronta con il risultato vero: dov'era vicina, dov'era lontana, cosa è cambiato nel contesto. Un modello che nessuno rilegge smette di servire.
ogni meseUn modello vive di storico. Queste sono le condizioni in cui serve davvero e quelle in cui è meglio aspettare.
Cosa si può stimare, con quale affidabilità, cosa manca
La nota è tua. Dice quali domande i tuoi dati permettono di rispondere e quali no, e chi fa i conti da te può partire da lì.
Se i dati bastano, costruiamo il modello per una domanda sola, di solito il valore del cliente o la previsione di fatturato. È a pagamento, e te lo proponiamo solo se i dati reggono.
Se vuoi che le stime le teniamo aggiornate noi, ogni mese le confrontiamo col risultato vero e partiamo da quello che la revisione ha già trovato.
Un brand fiorentino di sneaker che provava a crescere con influencer, senza un funnel dietro. Abbiamo unito acquisizione e retention, dato a chi non lo conosceva un motivo per fidarsi e impostato una strategia di crescita sui mercati che i dati indicavano come promettenti.
Un marchio che vendeva solo da showroom e agenti. Con un e-commerce B2B e campagne misurate sulle registrazioni approvate, il sito ha quasi raddoppiato il suo peso e contribuisce in modo significativo al fatturato complessivo dell'azienda.
L'LTV, cioè il valore di un cliente nel tempo: quanto porta in totale da quando compra la prima volta in poi. Lo stimiamo per segmento, non come media di tutto il negozio, perché la media nasconde esattamente quello che ti serve sapere.
Ogni canale ha un punto oltre il quale un euro in più rende meno del precedente. Il modello stima dov'è quel punto, così sai dove spostare budget e dove fermarti.
Previsione e scenari: tre o quattro ipotesi di spesa, ognuna con il fatturato probabile e la forbice dentro cui può muoversi. Le guardi prima di impegnare il budget, non dopo.
Il churn, cioè i clienti che smettono di comprare: dai tempi tra un ordine e l'altro si vede chi sta allungando la pausa più del solito. Si interviene prima che sia perso davvero.
Gruppi di clienti che si comportano in modo simile e che valgono in modo diverso. È la base per decidere a chi parlare, quanto spendere per averli e cosa mandargli dopo.
Una novità di prodotto, un cambio di prezzo, un concorrente che chiude, un mese anomalo: il modello conosce solo il passato. Per questo ogni stima porta la sua forbice e va riletta quando il contesto cambia.
Chi costruisce il modello è chi ti spiega le stime, con i dati davanti. Quando una stima non regge te lo diciamo e la correggiamo, invece di difenderla.
Lavoriamo sugli ordini e sui dati del tuo negozio, e le ipotesi del modello sono scritte per esteso. Così chi li legge, tu o chi verrà dopo di noi, capisce da dove arriva ogni numero.
Lettura mensile esempio
Scarto del mese: dentro la forbice dell'80%
Segmento «secondo ordine»: stima rivista al ribasso
Budget fermo. Si aspetta un altro mese di datiQuello che ci chiedono prima di cominciare, con le risposte per intero, comprese quelle che a un'agenzia non fanno comodo.
È un calcolo che parte da quello che è già successo nel tuo negozio e stima cosa è probabile che succeda dopo. Non legge il futuro: dice quanto è probabile, e quanto può sbagliare.
È il valore di un cliente nel tempo: quanto porta in totale da quando compra la prima volta. Serve per decidere quanto spendere per acquisirlo, perché un cliente che torna vale più del suo primo ordine.
Serve uno storico di ordini abbastanza lungo e con clienti che tornano a comprare: come ordine di grandezza un paio d'anni. Con meno si può stimare qualcosa, ma la forbice è larga. Nella revisione gratuita guardiamo cosa c'è, e se è troppo poco per una stima seria lo diciamo.
Dipende dai dati: più storico pulito hai, più la stima è stretta. Ogni stima arriva con la sua forbice e ogni mese la confrontiamo con quello che è successo davvero. Non promettiamo un'accuratezza, e se qualcuno la promette in anticipo ti sta vendendo altro.
Le stime per la domanda che abbiamo scelto insieme, ognuna con la sua forbice, le ipotesi scritte e una nota su quello che il modello non vede. Ogni mese, la stima accanto al risultato vero.
No. Ti dice cosa è probabile e dove, la decisione sul budget resta tua. Se una stima porta a un'azione automatica, quell'azione passa sempre da un controllo umano.
Il modello segnala chi sta allungando la pausa tra un ordine e l'altro; da lì partono i flussi di email e SMS pensati per quel gruppo. Il modello dice a chi parlare, il CRM si occupa di cosa dire.
Mezza giornata a guardare i dati che hai e le decisioni di budget che prendi, e non costa niente. Ne esce una nota su cosa si può stimare con quello che c'è, con quale affidabilità, e cosa manca. Resta a te comunque vada. Un modello vero è un lavoro a parte, a pagamento: se i dati reggono te lo proponiamo, con il costo detto prima di partire.
Piano MAKE nasce nel 2017 a Firenze e da allora ci siamo specializzati sempre più in marketing digitale per ecommerce.
Budget pubblicitario gestito su Google, Meta e gli altri canali, sempre letto contro il fatturato vero del negozio.
Marchi e-commerce seguiti dal team fra oggi e gli anni scorsi, molti di loro con distribuzione omnicanale.
Mezz'ora per capire quali decisioni prendi e con quali numeri. Se i dati bastano lo diciamo, e se non bastano lo diciamo lo stesso.
Chiedi la revisione gratuitaAnalizziamo insieme come puoi scalare.